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Napoli a Tavola: I Migliori Ristoranti di Napoli

Pasta, patate e provola, pasta e fagioli, salsiccia e friarielli, scarpariello, frittata di maccheroni, crocchè, pizza, pizzetta, pizza a portafoglio, parmigiana, ragù, genovese, cuoppo fritto, ‘o pere e ‘o musso, gattò di patate, zucchine alla scapece, polpo alla Luciana, tortano, sartù di riso, babà, sfugliatella, pastiera, caffè e triccheballacche! A Napoli tutto è abbondanza, calore, accoglienza. E una montagna di carboidrati, quelli buoni però, e d’impasti profumati. La pizza è solo la punta dell’iceberg, in questa guida troverete certamente degli indirizzi dove mangiarne di ottime, ma anche posti sinceri, poco fashion, autentici, dove scoprire piatti famosi e non della tradizione napoletana!

Pizzeria Starita: a mio avviso (e a rischio della vita) la migliore pizza di Napoli. Ambiente rustico, genuino, servizio velocissimo, profumo pazzesco, quadretti di santi sulle pareti. Il quartiere di riferimento è Materdei, uno dei più autentici della città.

Must Order: la marinara Starita (variante con pomodorini freschi e un sacco di parmigiano grattugiato) e il famosissimo e venerato Corno di Maradona, impasto fritto a forma lunga e stretta, ripieno di ricotta, cicoli e pepe nero.

Isabella de Cham Pizza Fritta: un team tutto al femminile quello di Isabella, proprietaria e pizzaiola nell’omonimo locale, per un posto  nel cuore di Sanità, quartiere che grande successo sta avendo negli ultimi anni. Famosa per la sua pizza fritta perfetta, il suo è un indirizzo più che degno per assaggiare anche delle frittatine di pasta (medaglioni di pasta, solitamente spaghetti, cotti e fritti) condite e ripiene di prodotti di stagione.

Must Order: la frittatina di spaghetti alla Nerano (con provolone del Monaco e zucchine) e la frittatina di pasta alla parmigiana. Ma consiglio di consultare il menù perché le proposte cambiano spesso. E, ovviamente, la classica pizza fritta con mozzarella e pomodoro di Isabella.

Concettina ai Tre Santi di Ciro Oliva: ormai divenuta una tappa da non perdere a Napoli, anch’essa nel cuore di Sanità e difatti a pochi passi da Isabella, la pizzeria di Ciro Oliva mette d’accordo sia napoletani che turisti. Particolarmente suggestivo il vicoletto alle spalle della sala interna, dove si può pranzare e cenare, assaporando uno dei migliori impasti e una delle migliori atmosfere della città.

Must Order: se volete assaggiare tutto (cosa che consiglio) provate il percorso degustazione oppure fiondatevi sulla pizza fritta “sott’ngopp”, ovvero una pizza fritta col sugo sotto invece che sopra, e una pizza col ragù e ricotta di bufala. Oppure, la mia preferita, una pizza cosacca, solo salsa di pomodoro e formaggio grattugiato.

Lombardi 1892: come dice il nome, l’attività è aperta dal 1892, pizza classica napoletana old school, senza bordi, senza cornicioni gonfi come mongolfiere, ottimo impasto, ma non siamo qui per parlare della sua pizza (che pure vi consiglio, specie il ripieno al forno). Provate i fritti, non vi pentirete.

Must Order: il crocchè di patate di Lombardi ha tutto il gusto della tradizione.

Annarell’ sandwich, Concettina ai Tre Santi

Salumeria Upnea: posto strategico per questo ristorantino, in pieno centro storico e vicinissimo alla Basilica di Santa Chiara. Dopo aver visitato il suo splendido chiostro, fermatevi qui. Ambiente informale, esposizione di foto di artisti contemporanei, menù per tutti i gusti.

Must Order: occhi di lupo al ragù, classico ragù napoletano con la braciola, stretto stretto, saporito, cotto per ore e ore (o la variante nel cozzetto di pane).

Salumeria Malinconico: il re della marenna napulitana (merenda napoletana), il panino ripieno di tutto, anche di mozzarella, quella vera. Un indirizzo storico della città, fin dal 1890. Potete anche comprare il suo bellissimo merchandising (t-shirt, shopper, cappellini) o organizzare uno shooting tra frigoriferi e carrelli per la spesa. Praticamente è una salumeria, un fruttivendolo e un market in un solo spazio, ma i proprietari organizzano piccole cene a sedere se prenotate per tempo. Chiedete di Alessio, non ve ne pentirete.

Must Order: la focaccia di mamma Amelia e la parmigiana di melanzane di Stephanie (una delle ragazze del negozio che prepara una delle migliori parmigiane della città).

La locanda del Cerriglio: questo locale storico, per raggiungere il quale bisogna attraversare il vicolo più stretto di Napoli (all’angolo destro di Piazzetta di Porto), pare abbia ospitato addirittura Caravaggio. Fu citato da Basile e da Cortese, “favoritissima taverna, dove se canta e verna…per cui: trasire a’ lo Cerriglio è doce”. Sulla serranda troverete dipinto un Pulcinella, simbolo del folklore partenopeo.

Must Order: qui, gli ziti alla genovese con il proprio pezzo di carne sono una religione. Non fatevi ingannare dal nome, con Genova non c’entrano nulla. Da provare anche il bucatino all’ischitana, ovvero con salsa di coniglio e pomodoro, tipica dell’isola di Ischia.

Osteria della Mattonella: pareti ricoperte di ceramiche che incorniciano la cucina, piatti di ceramica dipinta, tradizione, ricette della nonna. Si tratta di un’antica trattoria a conduzione familiare tra i Quartieri Spagnoli e Monte di Dio. Molto peculiare e accogliente l’interno, prezzi economici, potete assaggiare qualsiasi piatto della tradizione partenopea.

Must Order: la pasta, patate e provola è d’obbligo. E poi le polpette, le zucchine alla scapece e salsiccia e friarielli.

Trattoria Speranzella: tovaglie a quadri, legno, banconi consumati, pavimenti antichi, a due passi dal Teatro San Carlo, ma immerso in un vicolo chiassoso e vivace. È un locale che fa angolo, lo riconoscerete immediatamente dall’insegna dipinta di rosso, vagamente medievaleggiante.

Must Order: fusilli alla mammà (con le polpette al sugo) e il polipetto alla Luciana (con salsa di pomodoro e vino rosso) che trovate in due proposte, sia come antipasto che come condimento per gli spaghetti.

Ziti alla genovese, Mimi Alla Ferrovia

Mimì alla Ferrovia: poco lontano dalla Stazione Garibaldi, inoltrandosi nei vicoli della zona multietnica, s’incontra questa trattoria storica aperta dal 1943, famosissima sia tra la gente del posto che tra i turisti. Il proprietario e chef Salvatore Giugliano detto Sasà vi accoglierà come foste amici di vecchia data.

Must Order: andate sul sicuro con uno dei primi piatti oppure assaggiate il baccalà e il polpo verace. I dolci fatti in casa, inoltre, sono la ciliegina sulla torta.

Cibi Cotti Nonna Anna: Napoli non è solo pasta e pizza, ma anche innumerevoli ricette di contorni a base di ortaggi. Qui da Anna Pappalardo potrete assaggiare tutto, sarà come andare a casa di nonna, solo che sarà un piacere mangiare le verdure. Incastrato nel mercato rionale della Torretta, può passare inosservato, è spartano, veloce, autentico.

Must Order: tutti i contorni di verdure e i piatti del giorno che vi consigliano Anna e la sua famiglia.

Le Zendraglie: non fate gli schizzinosi, qui a Napoli c’è una lunghissima tradizione nella sezione delle frattaglie. Il re di esse è sicuramente ‘o pere e ‘o musso (piede del maiale e muso del vitello puliti, bolliti, tagliati in pezzi e serviti con sale e succo di limone). Situato nel quartiere della Pignasecca, prende il nome dalle zandraglie, le donne del popolino che recuperavano solamente gli scarti della carne dalle cucine del Palazzo Reale.  Infatti a Napoli, fin dal 1600, le frattaglie e le interiora degli animali macellati e cucinati nelle cucine reali venivano gettate dalle porte e dai balconi alla plebe come segno della magnanimità di Sua Maestà. Il termine francese per queste interiora era les entrailles, che in dialetto napoletano divenne ‘e zandraglie.
Da non confondere con altre zandraglie, dolcetti simili alle chiacchiere.

Must Order: ‘o pere e ‘o musso con limone, olive e lupini, la trippa al sugo, la zuppa forte (un tradizionale condimento particolarmente sapido e robusto realizzato con la “coratella di maiale”, ossia le frattaglie del maiale costituite principalmente da cuore, polmoni, milza e trachea, con l’aggiunta di concentrato di pomodoro, sugna, peperoncino, alloro, erbe aromatiche e vino rosso).

Pescheria Azzurra: e se viene una voglia improvvisa di mangiare dei piatti di mare? Allora bisogna restare nel quartiere della Pignasecca e cercare la Pescheria Azzurra: pesce fresco, lo potete vedere davanti ai vostri occhi perché questo non è un classico ristorante ma un’attività in fermento, dove la gente del posto si ferma a comprare il pesce per le proprie tavole. Tavolini spartani ma prodotti freschissimi, locale chiassoso, immerso nella tipica ammuina napoletana.

Must Order: non vi sbagliate con uno spaghetto alle vongole o un qualsiasi primo piatto allo scoglio. Fatevi consigliare dal personale inoltre rispetto al pescato del giorno.

‘A Fenestella: se preferite invece un ambiente più raffinato e siete palati più esigenti, allora dovete fare un salto qui. Situato su uno scoglio, vicinissimo alla famosa e imperdibile Finestrella di Marechiaro, un luogo estremamente evocativo e romantico, il ristorante ‘A Fenestella vi farà innamorare. Chiaramente anche qui i piatti di pesce la fanno da padrone. Ambiente elegante, ma non ci farete caso perché sarete impegnati ad ammirare il bellissimo panorama.

Must Order: vi consiglio di provare i paccheri di Gragnano con l’astice e gli gnocchetti ‘a fenestella, ovvero gnocchi fatti in casa con sugo di vongole, gamberi e limone. Se ci sono, chiedete anche i cannolicchi.

Pasticceria Carraturo Vittorio: leggenda della città. Ci sono diverse pasticcerie che portano questo cognome, ma io vi consiglio, perché abitavo proprio lì vicino, quella di fronte alla stazione della circumvesuviana Napoli Porta Nolana. 

Must Order: ovviamente, sfogliatella riccia, sfogliatella frolla e babà, il sacro trio della città (e ho fatto anche la rima).

Pasticceria Pintauro: lungo via Toledo, mentre fate shopping, incontrerete sicuramente questa piccola e antica pasticceria. Si dice che qui, nel 1785, siano nate le sfogliatelle. 

Must Order: Ça va sans dire, assaggiate sia la sfogliatella riccia che quella frolla, e anche la sua pastiera se capitate nel periodo di Pasqua.

Libreria Berisio: nel vivacissimo contesto di Port’Alba, a sinistra dell’emiciclo di Piazza Dante, c’è una libreria storica attiva dagli anni ‘50 che oltre a vendere libri e riviste, organizza anche serate in cui si mangia e beve vino, spesso con musica dal vivo, circondati da un ambiente ricercato e accogliente. 

Must Order: un bicchiere di Aglianico o Falanghina, cocktail di qualsiasi genere, sono tutti ottimi e relativamente economici, e un buon tagliere di salumi e formaggi con cui non si sbaglia mai.

Nei dintorni di Napoli:

10 Diego Vitagliano Pizzeria (sede di Bagnoli): se usciamo poco fuori dal centro di Napoli, non posso non consigliare questo indirizzo. Pizza eccelsa, fritti indimenticabili. La migliore pizza contemporanea al momento secondo il mio gusto (anche con proposte senza glutine).

Must Order: frittatina di pasta, aglio, olio e peperoncino. TUTTE le pizze, andate sul sicuro con tutte.

Braceria Rispoli: a Cava De’ Tirreni (40 km a distanza di Napoli) una braceria dove assaggiare le migliori carni della Campania e del mondo. Ma non vi mando qui solo per la ciccia: i loro primi sono assolutamente da non perderei. Grande selezione di vini, ambiente raffinato.

Must Order: manzetta prussiana alla brace; gli spaghetti allo scarpariello (sugo di pomodoro e tanto parmigiano) sono i migliori mai assaggiati finora. 

Armatore – La Dispensa: un indirizzo in Costiera era d’obbligo. Splendido d’estate, questo piccolissimo ristorante affacciato sul mare di Cetara è legato all’azienda Armatore Cetara, famoso produttore della colatura d’alici. 

Must Order: alici di Cetara, tonno rosso. Il menù cambia sempre quindi regolatevi in base alle proposte che girano intorno a questi due eccezionali prodotti.

Pasta e Patate

Il tubetto con la rana pescatrice

Pizzeria Starita

Isabella de Cham Pizza Fritta

Pizzeria Concettina ai Tre Santi by Ciro Oliva

Lombardi 1892

Salumeria Upnea

Salumeria Malinconico

La Locanda del Cerriglio

Osteria della Mattonella

Trattoria Speranzella

Mimì alla Ferrovia

Cibi Cotti Nonna Anna

Le Zendraglie

Pescheria Azzurra

‘A Fenestella

Pasticceria Carraturo Vittorio

Pasticceria Pintauro

Libreria Berisio

10 Diego Vitagliano Pizzeria

Braceria Rispoli

Armatore – La Dispensa