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I 5 migliori rifugi delle Alpi italiane

un rifugio ben posizionato può rendere l’intero trekking più gestibile e piacevole”.

Alcuni sono arroccati precariamente lungo i fianchi dei precipizi, sporgendo più come un blocco semiestratto da una torre di Jenga che come una struttura fissata alla montagna. Altri si annidano comodamente in valli lussureggianti e scenari pittoreschi. Tutti sembrano in qualche modo sospesi tra terra e cielo. Rustici e semplici per vocazione, questi rifugi alpini noti come rifugi costituiscono la spina dorsale dell’ospitalità ad alta quota in Italia per gli esploratori moderni.

Alcuni dei migliori rifugi del Paese appartengono alla più antica associazione montana d’Italia: il Club Alpino Italiano (CAI). Il CAI è stato fondato nel 1863 per organizzare gli alpinisti e promuovere la conoscenza della montagna, molto prima che i turisti affollassero le Tre Cime o le frastagliate Odle del Seceda per scattare foto da postare su Instagram. La loro missione di preservare e promuovere l’unica cultura montana italiana vive ancora oggi in oltre 250 rifugi e punti di ristoro del CAI, aperti a scalatori, escursionisti e altri appassionati di outdoor per pernottamenti a prezzi accessibili e pasti caldi. Ecco cinque dei più spettacolari di tutte le Alpi italiane.

Informazioni utili prima di partire

Il CAI garantisce l’uniformità delle tariffe in tutta la sua vasta rete di rifugi alpini. Le tariffe attuali per il pernottamento variano da 30 € a 39 €, in base alla categoria della struttura, con costi aggiuntivi per i pasti e altri servizi di base. I soci godono di sconti per i soggiorni prenotati presso i rifugi designati dal CAI.

Ma non bisogna confondere questi rifugi del CAI con le loro controparti più piccole e non gestite; i bivacchi, al contrario, sono strutture piccole e spartane riservate all’alpinismo d’alta quota e aperte tutto l’anno. La maggior parte dei rifugi è operativa da giugno a settembre o all’inizio di ottobre.

Si noti che i tradizionali rifugi del CAI dispongono spesso di dormitori e bagni in comune, e la scarsità d’acqua può significare docce limitate, a tempo o del tutto assenti. Kimberly Kephart, appassionata escursionista e consulente di slow travel, consiglia: “Rallenta quando arrivi. Siediti fuori, bevi qualcosa, parla con gli altri escursionisti e goditi davvero il posto in cui ti trovi”.

 

Cinque dei soggiorni CAI più singolari

Rifugio Capanna Regina Margherita

Arroccata scenograficamente sulla cima di Punta Gnifetti nel massiccio del Monte Rosa, tra Piemonte e Valle d’Aosta, la Capanna Regina Margherita detiene il titolo di rifugio più alto d’Europa alla vertiginosa quota di 4.556 metri sul livello del mare.

Inaugurata nel 1893 alla presenza della Regina Margherita di Savoia — da cui la struttura prende il nome — la capanna è costruita per resistere ai feroci venti alpini e alle temperature gelide. Il rivestimento completo in rame rende l’edificio una gigantesca gabbia di Faraday per scaricare a terra in sicurezza i frequenti fulmini d’alta quota.

Raggiungere il rifugio è un’impresa riservata solo ad alpinisti in forma, esperti e completamente acclimatati. L’avvicinamento richiede la navigazione di ghiacciai crepacciati, l’attraversamento di campi di ghiaccio e l’uso di attrezzatura tecnica (ramponi, piccozze e cordate), partendo solitamente dall’impianto di Indren o da rifugi più bassi come la Capanna Gnifetti. Chi sfida l’aria rarefatta viene accolto in un paradiso riscaldato e inaspettatamente accogliente, alimentato da pannelli solari e micro-generatori, che offre pasti caldi regionali, letti a castello e una vista surreale a 360 gradi che spazia sulle Alpi Pennine — estendendosi dalla vetta del vicino Cervino al Monte Bianco e, nelle giornate limpide, fino alla pianura padana.

Rifugio Generale Achille Papa

Nelle Prealpi Vicentine, in Veneto, l’affascinante Rifugio Generale Achille Papa, dal caratteristico color giallo senape, si trova a 1.928 metri in cima alle Porte del Pasubio, al termine della leggendaria Strada delle 52 Gallerie — un incredibile capolavoro di ingegneria militare scavato nella roccia calcarea dal 5° Reggimento Genio dell’Esercito Italiano nel 1917. Costruita in segreto per rifornire le truppe al riparo dall’artiglieria nemica, questa via oscura e tortuosa conduce gli escursionisti direttamente sul massiccio del Pasubio, un altopiano che fece da sfondo ad alcuni dei combattimenti montani più feroci e brutali della Prima Guerra Mondiale. Il rifugio porta il nome del generale che guidò la difesa della cresta.

Dopo essere emersi dall’ultima galleria scavata a mano nel sole alpino, gli escursionisti possono accomodarsi a un tavolo da picnic all’aperto affacciato sulle valli ondulate delle Piccole Dolomiti sottostanti e rinfrescarsi con una birra alla spina o un calice di Prosecco.

Rifugio Pier Fortunato Calvi

Direttamente sotto le pareti di marmo bianco del Monte Peralba, il Rifugio Pier Fortunato Calvi si trova nelle Alpi Carniche, nell’Italia nord-orientale, a 2.164 metri, proprio lungo il confine austriaco vicino a Sappada. Un tempo linea del fronte della Prima Guerra Mondiale, i crinali circostanti conservano ancora rovine e trincee scavate dai soldati che combatterono in queste implacabili condizioni alpine.

Intitolato a un patriota italiano del XIX secolo, il rifugio oggi è perfetto per i trekker di lunga distanza che percorrono la cresta carnica. Gli escursionisti stanchi si riuniscono nella sua sala da pranzo rivestita in legno per gustare piatti regionali sostanziosi, coronati dal vero vanto del rifugio: una leggendaria grappa alle erbe fatta in casa la cui ricetta è segretissima.

Rifugio Plose

Sull’altopiano del Monte Plose a 2.446 metri, sopra Bressanone, il Rifugio Plose è uno dei più antichi rifugi alpini dell’Alto Adige, risalente al 1887. Grazie alla sua vicinanza alla funivia della Plose, è accessibile tutto l’anno, il che lo rende una meta montana ideale per le famiglie che cercano passeggiate panoramiche con poco dislivello in estate o la comodità dello sci ai piedi in inverno. Recenti ristrutturazioni hanno introdotto comfort moderni, come camere private dotate di bagno interno.

Il vero fiore all’occhiello di un soggiorno qui è la vista in prima fila sulle Dolomiti protette dall’UNESCO, con la terrazza panoramica del rifugio che guarda direttamente attraverso la valle verso le guglie frastagliate del Gruppo delle Odle (Geisler). Aspettati una confortevole cucina alpina, dai saporiti canederli e il tenero cervo brasato alle decadenti fette di Sachertorte appena sfornata.

Photo courtesy of Rifugio Plosehütte

Rifugio Pietro Galassi

Situato a 2.018 metri nelle Dolomiti Venete, sotto la cima del Monte Antelao, il Rifugio Pietro Galassi è una ex caserma militare del 1903, costruita come parte delle difese italiane della Prima Guerra Mondiale. Oggi è un campo base ideale per gli alpinisti che affrontano il “Re delle Dolomiti”. La caserma è stata trasformata in camere con letti a castello, alcune delle quali accettano anche animali domestici.

Ciò che rende questo rifugio in pietra e legno davvero unico in tutta la regione alpina è il suo spirito di altruismo: dal 1970 è gestito interamente dai volontari della sezione CAI di Mestre, con circa 100 soci che ruotano in turni alternati per tutta l’estate. Che si tratti di trasportare rifornimenti con veicoli fuoristrada o di percorrere ripidi sentieri a piedi, questi volontari dedicati sfidano ogni condizione atmosferica per garantire agli ospiti un’accoglienza di prim’ordine.

Come prenotare un rifugio del CAI

Naturalmente, non dimenticare di considerare il tuo itinerario prima di prenotare. Escursionisti come Kephart tengono conto della posizione, dell’atmosfera e della praticità quando scelgono di soggiornare in un rifugio, osservando che “un rifugio ben posizionato può rendere l’intero trekking più gestibile e piacevole”. Dalla pagina delle prenotazioni del CAI, puoi cercare i rifugi per regione e filtrare per date, numero di persone e sentieri o percorsi lungo i quali si trovano. Prenota direttamente con ogni rifugio tramite i link presenti sul sito del CAI.

Video di Alice Morelli

Refuge Pietro Galassi

Plose Refuge

Pier Fortunato Calvi Refuge

General Achille Papa Refuge

Refuge Margherita Observatory Hut