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Una Istituzione Fiorentina: Il Principe

“Tutta questa conoscenza viene da una bella storia di famiglia, una storia che nasce più quasi 100 anni fa.” 

La prima volta che ho sentito parlare del negozio Principe di Firenze la mia altezza arrivava all’orlo della gonna di mia madre. Mi teneva per la mano e andavamo in centro a Firenze a comprare le camicie belle per il babbo (papà in fiorentino) e qualche regalino per noi.

Mi ricordo le sue vetrine che si susseguivano, alle quali, scrupolosamente ci fermavamo una ad una. Poi un ingresso stretto e via dentro in un altro mondo, fatto di legno di noce ed una grande scalinata ricoperta da una moquette damascata. Il padrone di casa è oggi, come allora, Andrea Doni o per me, il Signor Doni. Il Signor Doni è un uomo di un fascino autentico, con uno stile che ha le sue radici in Savile Row e nei circoli velici di mezzo mondo, con una passione smisurata per il suo mestiere e per l’arte del commercio. Ti racconta che i migliori golf di cachemire li fa fare in Scozia dal più antico lanificio del paese, ti spiega la differenza tra una camicia fil a fil e una in cotone doppio ritorto e ti incanta spiegandoti i vari tipi di seta delle sue cravatte.

Tutta questa conoscenza viene da una bella storia di famiglia, una storia che nasce più quasi 100 anni fa. 

La prima “bottega” Principe nasce nel 1930 nella centrale piazza Strozzi di Firenze, su iniziativa di Sergio Doni che seguendo la tradizione di famiglia — un nonno è sarto, l’altro è camiciaio – realizza su misura abiti, camicie e cravatte per l’uomo, secondo un gusto che si ispira e deriva in parte dalle fogge militari dell’epoca e dall’english style. Il nome”Principe” nasce dalla consuetudine in uso prima della guerra, di dedicare le insegne delle attività commerciali alla famiglia regnante. Dopo la seconda guerra mondiale, grazie a Sergio, padre dell’attuale proprietario Andrea Doni, si precisa un particolare gusto elegante, che si rifà allo stile inglese e che tutt’oggi si ritrova nell’offerta dei negozi Principe di Firenze. Dagli anni ’50 Principe di Firenze si sviluppa rapidamente: Nel 1957 viene aperto un nuovo negozio a Forte dei Marmi, luogo di villeggiatura alla moda in quegli anni, e nel contempo viene allargato il negozio di Firenze; Nel 1966 viene introdotta la prima collezione di abbigliamento da donna; Nel 1971 vengono inserite le linee per il bambino e per la casa; Nel 1979 vengono aperti i negozi di Pisa, Livorno e Pistoia. 

Qui si trovano oggetti di abbigliamento di rara bellezza, dalle marche più storiche a una ricerca contemporanea sempre con un occhio attento alla qualità.

Il signor Doni mi racconta che è 63 anni fa questo lavoro: “vuoi sapere a che età ho fatto la prima vendita? Quando avevo 6 anni, mio padre mi portava in negozio a Dicembre per confezionare i regali di Natale, sai, i bambini avevano le mani piccole e facevano i fiocchi come nessun altro. Ma io non riuscivo a stare fermo e allora mi misi a vendere le cravatte, in taglia unica, di seta con stampati i funghi porcini” Ma come i funghi porcini?” -chiedo io- “ Sì, erano terribili ma un bambino di 6 anni che diceva Thank You o Good Morning riusciva a vendere tutto…Da lì tutti i Natali della mia vita li ho passati in negozio.”

Mi racconta tutto questo durante una telefonata alle 18.30 di un giovedì qualsiasi, mi dice che nella sua casa a Forte dei Marmi non esiste la televisione ma solo una vecchia Radio Tivoli, sta sorseggiando la sua Blanquette de Limoux (lo champagne fuori dallo Champagne) e ha voglia di raccontarmi la sua storia. Davanti ai suoi occhi ha più di 150 coppe vintage, premi vinti in barca a vela con suo padre tra gli anni 50’ e ‘70, la più bella mi dice è quella della regata in Inghilterra dove su oltre 150 partecipanti, sono arrivati first over all sottolinea con un perfetto accento british. 

Per i Fiorentini, Principe è una istituzione: che tu sia un giovane imprenditore o un rampollo di una nobile casata, se sei originario di Firenze non puoi non avere in casa un pigiama di Principe. Il pigiama, come le camicie di Principe sono uno status symbol, un must have, si tramandano nelle famiglie, quasi come fossero beni preziosi o vecchi orologi da collezione.

La vera bellezza di Principe e del Sig. Doni sono questa coerenza stilistica, immutabile nel tempo: il maglione che aveva tuo nonno lo puoi ritrovare anche oggi in questi scaffali e i calzini di filo di scozia dei colori più impensabili, come le cravatte di seta sono sempre ben esposti all’ingresso. Qui c’è un profumo di altri tempi, della tradizione, di una Firenze che ad oggi si ritrova solo negli antichi palazzi o in famiglia la Domenica a pranzo. Qui si trova un lusso che non vuole apparire, solo e unicamente tradizione, sostanza e qualità. Chiunque venga da fuori e voglia portarsi a casa un pezzo della vera Firenze, a mio parere, deve passare proprio di qui.