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Donna Marella: Famiglia Agnelli

Marella Caracciolo di Castagneto.

 

Spinta sempre dall’incessante ricerca della bellezza, nei luoghi, nei modi di fare, nei dettagli delle persone che la circondano, nell’arte oppure nel design.

L’infanzia trascorsa tra diversi Paesi grazie al lavoro del papà Filippo, diplomatico, ha sviluppato una forte abilità nel catturare piccoli dettagli di ciò che la circonda.

Ritroviamo quei dettagli declinati nella sua persona, nel modo in cui ha educato i propri figli, nella dedizione all’impero Agnelli e al profondo amore che manifesta nei confronti dell’eleganza, che essa sia in forma di fotografia, design o arte.

Riusciva a far parte di quel mondo incantato pur restando saldamente attaccata alla realtà.

Quell’estetica prestabilita e rigida non le apparteneva, faceva parte di lei piuttosto un arguto senso di osservazione e una spigolosa ironia; in grado di catturare con i propri occhi i dettagli di un’infanzia trascorsa tra grandi armadi al profumo di lavanda, biancheria ricamata a mano e pigiami in maglia, adorava osservare il giardiniere Gino prendersi cura del giardino o nanny Russell leggere un libro.

Un’eleganza poliedrica, sviluppatasi tra tate inglesi o svizzere a rotazione, che attingeva al gusto americano (grazie alle origini materne) caratterizzato dai modi esuberanti importati direttamente dall’Illinois dalla nonna Alice e dallo spocchioso atteggiamento napoletano (da parte della famiglia del padre Filippo) fatto di rassegnate zie in nero e filo di perle, composte e chiacchierone.

Margaret.

Madre di Marella. Le unghie e la bocca rosse come il vino, la cassettiera dei foulard e delle sciarpe in crepe de chine.

Non è forse il miglior modo per apprendere l’eleganza, quella di osservarla?

Diplomata in Svizzera, laureata a Parigi, vola a Napoli e poi a Roma;

mentre si ballava sulle note di Glen Miller e del boogie-woogie, arriva in una Roma liberata che aveva voglia di ballare scalza.

Entra a far parte di quell’ambiente composto dalle famiglie della nobiltà di cui aveva letto sui libri.

Sua compagna, tra vestiti di cotonina presi in Piazza Ungheria e gelati da Giolitti in via Dataria, Josè del Drago, capelli corvini ed ironica.

La casa in via Panama, gli abiti della sartoria delle sorelle Fontana, le calze di nylon e un inevitabile senso di irrealtà che la pervade in quella bolla all’interno della quale non si guardava più indietro ai disastri della guerra.

Amante del futuro, del progresso. 

Pensava a “quando saremmo stati grandi” insieme al fratello Carlo durante le passeggiate nel Tirolo tra sandali Kneipp (di quelli con le due strisce in cuoio e le suole spesse) e abiti tradizionali dei quali ammirava rigore e compostezza, con cui venivano indossati.

Un futuro, il suo, destinato ad essere pieno di aspettative e progettato dalla famiglia nei minimi dettagli. Non ne fu mai vittima, anzi lo fece suo e lo visse in modo profondo e coerente.

Quel futuro prevedeva il nome di Gianni Agnelli.

Il 19 Novembre 1953, chiamate a raccolta le più rilevanti personalità, si celebra il loro matrimonio.

Damigelle e paggi presi in prestito dalle famiglie Rattazzi, Brandolini d’Adda e Fürstenberg.

Presso il castello di Osthoffen si mettono le basi di quello che sarà un legame indissolubile.

Appartenenti alla stessa cerchia elitaria, rappresentano uno status symbol, uno stile di vita invidiato ed imitato.

Tacito accordo di due personalità impossibili da piegare o scalfire, che si sono scelte a vicenda. 

Effortless con i loro cani di razza, lei in pelliccia e lui con immancabile cappotto doppio petto a Villa Frescot, Torino.

Coppia di mecenati, amavano contornarsi di persone che potessero donare un valore aggiunto al loro mondo in equilibrio tra le estati a Forte dei Marmi, i magnifici interni di Villar Perosa, ma anche l’estrema tristezza dei drammi familiari che li hanno colpiti inaspettatamente e da vicino, superati con forza e senza chinare la testa.

Ricopre perfettamente il ruolo di moglie dell’Avvocato, standogli accanto e mai nella sua ombra, in quella fetta di realtà che comprende lussi, ma che richiede anche nervi saldi.

Vi immaginate quanto debba essere dura essere la moglie di uno dei più grandi playboy di tutti i tempi?

Uno stile di vita che poteva prevedere che si facesse colazione a Porto Ercole e di volare a Portofino per cena.

Costantemente sotto i riflettori. 

Il modo in cui custodiva gelosamente la propria vita privata, la salverà.

Le permetterà di mantenere la propria dignità sempre integra.