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Dolce Vita in Costiera Amalfitana

“Il fascino di quello che è stato rimarrà nel tempo”

Come uno spettacolo itinerante, come un circo glamour in abiti di lino e senza animali esotici, come uccelli che migrano verso un’estate a tinte pastello, così, allo stesso modo, la Dolce Vita si spostava dall’afa romana verso località adatte a riconciliare i ritmi irrequieti del jet-set a quelli lenti e rilassati delle onde, che potessero far incontrare la moda sfrenata e la comodità della spiaggia, la bellezza delle dive e quella delle meraviglie naturali, e che potessero unire la mondanità al bisogno di privacy nelle ville nascoste, per prendere il largo a bordo di scafi esclusivi. In questo modo si spegnevano i riflettori su Roma e si accendevano sulla Costiera Amalfitana. Ovunque si spostassero le celebrità, avevano al seguito paparazzi e fotografi, e uno sciame di Vespe dei giovani incuriositi che faceva su e giù per la lunga litoranea a strapiombo sul mare, che da Meta si snoda per tutti i paesi della costiera fino a Vietri sul Mare. Lì sotto, nei giardini con piscine d’acqua salata, sulle spiagge o in mezzo al mare, trascorrevano giorni di riposo le star. 

Tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, quella parte d’Italia baciata dal sole è passata dall’essere la culla dei pescatori a una “Costa Diva”, anche se le prime incursioni da parte del mondo artistico risalgono a molto prima. All’inizio le splendide ville arroccate erano rifugio e ispirazione per artisti come Semenov, Escher, e molti altri, poi toccò a Richard Wagner, Virginia Woolf, Oscar Wilde, Goethe. Col passare del tempo, e con il boom del cinema, questi luoghi sono diventati una meta glamour. 

Ogni volta che mi trovo qui, mi capita inevitabilmente di pensare come era la vita in quell’epoca d’oro, con un sapore glamour ancora più intenso di quello attuale, quello delle foto in bianco e nero. Per farlo mi immergo senza sforzo nello stile di vita locale e vado alla ricerca dei luoghi simbolo della Dolce Vita.

Ad esempio, Franco Zeffirelli fu uno dei primi a scegliere la Costiera, precisamente Positano: ci si recò per la prima volta giovanissimo, nel 1941, quando non c’erano turisti, tantomeno stranieri. Ci tornò ancora e nel 1947 conobbe la la duchessa di Villarosa, che voleva vendere le sue tre ville sopra la baia di Arienzo, con una stupenda vista sulla Perla della Costiera. Zeffirelli la fece acquistare a due suoi amici americani che poi gliela lasciarono negli anni Sessanta. Villa Tre Ville è divenuta così uno dei centri nevralgici della mondanità positanese, location di eventi esclusivi a cui partecipavano ospiti di rilievo, come Gregory Peck, Anthony Burgess, Glenn Close, Lawrence Olivier e il compositore Leonard Bernstein. E ancora Tennessee Williams, ma anche Pier Paolo Pasolini e Maria Callas con al seguito amici greci e monegaschi. Oggi è un hotel di lusso. Godersi un pranzo su questa terrazza meravigliosa, porta la mente a quando i soggiorni presso Villa Tre Ville scorrevano al ritmo degli ospiti e dei loro capricci da star, con l’unica regola ferrea di non scattare fotografie. Per questo oggi sono poche le testimonianze di quelle serate eleganti ma spesso sfrenate, di cui è stata tramandata soltanto la leggenda: come quando Elizabeth Taylor e Richard Burton furono nel mezzo di una crisi burrascosa, o come quando ci fu la scazzottata tra Zeffirelli e Rudolf Nurejev. Anche il ballerino russo era rimasto affascinato dalle meraviglie della Costiera e decise di acquistare direttamente l’isola Li Galli, antistante Positano e perfettamente visibile anche con il maltempo.

Suoi ospiti illustri furono Aristotele Onassis e Jacqueline Kennedy, che si era innamorata di quei luoghi già durante la sua prima visita a Ravello nel 1962. Qui, da first lady, ha imparato ad amare la cordialità degli abitanti e quelli che definiva i migliori gelati e i migliori budini del mondo, ma anche il divertimento: si scatenò ballando fino a notte inoltrata in un club di  Atrani, in compagnia anche dell’Avvocato Agnelli, assiduo frequentatore della Costiera. Il posto fu interdetto ai giornalisti che offrirono cospicue cifre per immortalarli in quei momenti di divertimento. Jackie Kennedy amava anche Capri e la moda locale, specialmente i capi in lino dai colori pastello. È famosa la fotografia che la ritrae a passeggio a piedi nudi, come da costume locale, insieme a Valentino Garavani. Stava nascendo uno stile inconfondibile che sarebbe diventato uno dei simboli della Costiera e che avrebbe influenzato la moda internazionale sia da donna che da uomo, con boutique come La Parisienne a Capri o Pepito’s a Positano, in cui ci sono ancora i ritagli di giornale dell’epoca.

Tutto il mondo stava scoprendo la Costiera amalfitana, non solo come meta estiva ma anche come set cinematografico. Nel 1946, Roberto Rossellini vi girò alcune sequenze di “Paisà” e “Il miracolo”, scritto da Federico Fellini e interpretato da Anna Magnani. Tutti e tre girarono per settimane tra Atrani, Furore e Maiori, e si innamorarono questi luoghi, tanto che l’attrice romana acquistò subito una piccola abitazione a picco sul mare. Eppure quei giorni sancirono la fine della storia tra Rossellini e Anna Magnani, che proprio in un ristorante della Costiera, davanti a tutta la troupe, trovò un telegramma di Ingrid Bergman destinato al regista. Il cineasta continuò poi a girare soprattutto a Maiori, film come “La macchina ammazzacattivi” e “Viaggio in Italia”. Arrivò anche il cinema americano con Humphrey Bogart, Gina Lollobrigida, Jennifer Jones e Romi Schneider. Humphrey Bogart e sua moglie Lauren Bacall avevano scelto la cucina di Mamma Agata, della cui torta l’attore andava matto. 

Non importa la provenienza o il ruolo, perché qualunque celebrità sia entrata in contatto con questa zona ne ha subito il fascino, un fenomeno che si perpetua ancora oggi.

Anche Vittorio De Sica si innamorò della “Divina Costiera”, in particolare di Positano, tanto che la lussuosa Villa Viola presenta una targa commemorativa per la nascita dell’amore del regista per questa terra. Invece lo sceneggiatore americano Gore Vidal si sistemò nella villa La Rondinaia a Ravello, dove ancora oggi si raccontano leggende sulle sue inenarrabili feste a cui spesso partecipava anche la principessa Margaret di Inghilterra.

Quando si parla di Dolce Vita in Costiera Amalfitana, non si può non parlare di  Sophia Loren. Insieme al marito Carlo Ponti scelsero la stupenda villa a Capo di Vettica, Conca dei Marini, a pochi chilometri da Amalfi. Oggi è ancora ben visibile soltanto dal mare, e si nota per il discusso eliporto costruito in anni recenti. È qui che la diva e il produttore trascorrevano le estati in compagnia di amici illustri. Ed è qui che Roman Polanski girò “Che?”, surreale film con Sydney Rome e Marcello Mastroianni, prodotto proprio da Ponti. La villa offrì le location, ma l’alloggio per attori e troupe fu Il San Pietro di Positano, l’hotel sulla baia di Laurito. Qui è ancora possibile sentire le testimonianze di quando Mastroianni, accompagnato da Catherine Deneuve, volle una stanza a tutti i costi, per tre mesi, nonostante l’hotel fosse al completo. Fu accontentato con una suite più o meno improvvisata, che oggi è a lui dedicata col nome “Otto e mezzo”. 

Ogni posto qui ha qualcosa da raccontare. Da Pansa ad Amalfi, da Arienzo a Positano fino ai pescatori di Cetara, è bellissimo scoprire posti e aneddoti che diventano leggende sempre più affascinanti man mano che la patina del tempo li rende distanti. Si parla di pranzi con Fellini, di Ingrid Bergman in giro per negozi; ci sono autografi qua e là appesi nei ristoranti dove hanno mangiato le star, e foto ingiallite, come quelle di Brigitte Bardot a passeggio a piedi nudi per le strade di Positano e Capri. Oggi tutto sembra così cambiato e così uguale a sé stesso, ma la giostra continua a girare con nuove stelle e nuovi yacht giganteschi. Tuttavia, il fascino di quello che è stato rimarrà nel tempo e non si affievolirà. A noi rimane soltanto la possibilità di cercare la nostra personale Dolce Vita in questi posti meravigliosi.