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Caprera: Le Spiagge e le Calette dell’Isola Selvaggia della Sardegna

Ecco una breve guida per immergersi nei quattro lati dell’isola

“Guarda che non ti conviene andare in macchina. Non vedrai tutte le meraviglie che ci sono qui. In alcuni posti, nei più belli, si arriva solo dal mare.” Questo mi è stato detto da un anziano della Maddalena, ormai una vita fà, quando decisi di andare a visitare Caprera, il piccolo isolotto a Nord della Sardegna. E forse solo questo potrebbe bastare a raccontare quel posto così affascinante. Quella volta sono andato in auto e ho raggiunto tutte le spiagge che potevo raggiungere, ma non i posti più belli, che invece ho visto navigando intorno all’isola, come mi era stato suggerito.

Nonostante il gommone sia più comodo, ho sempre ammirato quella lingua di asfalto tutta dritta che collega la Maddalena a Caprera. Una corsia per andare, e una per tornare, con ai lati soltanto un po’ di scogli. È come guidare sul mare. Basta una piccola distrazione per ritrovarsi tra i pesci. Una volta entrati sull’isola, si entra nel fresco dell’enorme pineta. Il canto delle cicale a ogni ora. Fuori da questi alberi fa quasi quaranta gradi, ma qui sotto non si percepiscono. Se si fa attenzione, soprattutto nei periodi meno turistici, si possono sentire e vedere un’infinità di animali selvatici che si trovano solo qui.

Ha il fascino di un’isola deserta, perché di fatto – nonostante poche decine di abitanti – lo è, e lo è sempre stata. Dopo l’antichità è stata soltanto abitata da una famiglia britannica, i Collins, e da Garibaldi. Proprio lui. Comprò la parte nord con l’eredità del fratello, e dopo qualche anno riuscì a comprare anche la metà meridionale. Costruì una grande fazenda bianca, e lì abitò per i suoi ultimi trent’anni di vita, facendo il contadino e il fattore. Oggi lì ci sono dei musei a lui dedicati, dove è tutto come lo ha lasciato l’eroe dei due mondi. C’è la sua tomba, e anche quella della sua cavalla bianca Marsala. Scelse quel luogo per ritirarsi dopo aver unificato l’Italia, e non è difficile comprenderne le ragioni.

Caprera è piccola quasi quanto la vicina isola di Maddalena, ma è molto più selvaggia. Non è possibile girarla tutta in motorino, e alcune parti sono realmente inospitali, il che la rende terreno di esplorazione per gli amanti delle escursioni. Dove poi è possibile muoversi in auto, c’è comunque un lungo percorso da fare per arrivare finalmente a toccare l’acqua del mare. È suggestivo camminare tra la folta vegetazione per lunghi tratti per essere poi ricompensati da spiagge stupende con colori incredibili. Ecco una breve guida per immergersi nei quattro lati dell’isola:

LA PARTE SUD

La zona più accessibile è a Sud, verso Punta Rossa.

Spiaggia del Relitto: Qui c’è la spiaggia del Relitto, la più pop: ci si arriva facilmente con l’auto ed è fornita di un chiosco. Incassato nella sabbia, a riva, c’è quel che resta di un’antica nave carboniera, arenata in seguito a un incendio, chissà quanto tempo fa. Sta lì da sempre, e oggi ci si fanno tutti il bagno intorno e un sacco di foto.

Spiaggia dei Due Mari: Anche la spiaggia dei Due Mari ha un chiosco, e si chiama così perché è un lembo di terra molto sottile, circondato dal mare. C’è l’imbarazzo della scelta. 

Cala Andreani: Con gli scogli di granito rossastri: è qui che ho incontrato molti gatti selvatici, mentre l’acqua è cristallina e non troppo profonda. Perfetta per lunghi bagni.

Punta Rossa: Qui ci sono le vecchie fortezze militari, oggi dei mausolei di difesa abbandonati. E non sono gli unici sull’isola: in passato erano fortezze Savoia, utilizzate in periodi più recenti dalla marina USA. Questo ha impedito la nascita di strutture ricettive, resort o qualunque altro tipo di modernità.

Stagnali: Questa zona è al contempo accessibile e impenetrabile: c’è un porticciolo, il pontile di Ponte Palma, il centro velico, e i musei dell’arte marinaresca, ma molti posti qui sono percorsi da una sola strada che termina all’improvviso, lasciando le calette di due penisole appannaggio esclusivo di chi arriva in barca. Una di queste è Cala Paradiso, un nome che basta a raccontarne il mare.

LA PARTE EST

Procedendo verso nord, i siti diventano sempre più difficili da raggiungere.

Cala dell’Angelo: Uno dei miei punti preferiti, un meraviglioso luogo, privo di spiaggia e incredibilmente roccioso, come in generale tutta la zona Est, sovrastata dal Monte Tejalone. 

Cala Coticcio: Qui la spiaggia è quasi inesistente nella cala chiamata la Tahiti italiana. Uno dei posti più belli della Sardegna. Senza barca ci vogliono circa quaranta minuti a piedi dal punto dove si può parcheggiare, e i sentieri non sono di quelli da fare in infradito. Sono due calette, fronteggiate sempre da un gran numero di barche, perché l’acqua qui è davvero trasparente. Appassionati di fondali, di snorkeling, semplici fotografi, qui trovano tutto ciò che vogliono. Per la posizione delle rocce, qui è anche difficile trovare punti all’ombra per chi raggiunge la piccola spiaggia. Questa zona, come tutta l’isola e il mare che la circonda, e’ una riserva protetta. Ci vuole quindi il massimo rispetto quando si viene qui, come del resto sarebbe opportuno in tutti i mari. Sembra di essere davvero ai Caraibi, e ora so perché tutti insistevano così tanto perché la vedessi. Il colpo d’occhio arrivando dal mare è folgorante. 

LA PARTE NORD

Da qui in poi, tutta la parte Nord è a prevalenza rocciosa fino al mare. Per fortuna che le acque sono cristalline, altrimenti anche avvicinarsi con le imbarcazioni potrebbe risultare difficile.

Messa del Cervo: Sopra Cala Coticcio, più nell’entroterra, Messa del Cervo è un’altra base militare risalente al Regno di Sardegna, posta sull’altura. Vecchi sentieri protetti dal granito portano fino alla Batteria di Candeo, sull’estremità nord-orientale, un altro forte scavato nelle rocce e abbandonato ormai da tempo.

Cala Candeo: Tra sentieri e forti tutti visitabili, immersi nella macchia mediterranea e nei profumi di ginepro, si può scendere fino alla rocciosa spiaggia di Cala Candeo, con gli scogli modellati dal vento.

Punta Crocitta: Questa è l’estremità Nord. Anche questo è uno dei posti che prediligo. Nonostante la distanza dalle strade battute, la spiaggia è sempre molto frequentata, anche per le acque basse di cala dei Cormorani, perfette per i bambini. Più a largo, le barche proiettano la loro ombra sul fondale, e l’acqua è così trasparente da sembrare una piscina. Invece è tutto vero, e tutto incredibilmente naturale. 

LA PARTE OVEST

Cala Napoletana: Spostandosi ad Ovest, è una delle più belle. Questa è una tappa obbligatoria per chi viene a Caprera con maschera e boccaglio. C’è un mondo sott’acqua da vedere senza alcuno sforzo, ma il bello è che anche tenendo la testa fuori dall’acqua si vede tutto. Bisogna prendersi il tempo necessario e godersi lo spettacolo. Scogli levigati, stelle marine, alghe rigogliose e tante varietà di pesci. L’acqua non è mai particolarmente fredda, anche se davvero molto salata.

Cala Serena: Un’altra delle mie preferite è Cala Serena, nella parte Ovest, un paio di chilometri sotto Cala Caprarese. Mi piace perché forse qui, più che in altri luoghi di Caprera, si ritrovano tutti gli elementi insieme. C’è la spiaggia sottile, anche se poca; ci sono le rocce modellate dal vento, alcune tondeggianti, altre aguzze; c’è una vegetazione fittissima, specialmente attorno alla conca d’acqua che si allunga oltre la spiaggia. Gli arbusti duri della zona si ammorbidiscono, lasciando spazio a fili verdi più lunghi e morbidi. Tutt’intorno, più lontano, è protetto dai pini e l’acqua è ovunque cristallina: davanti la spiaggia è tutto azzurro, e dietro è tutto verde. Non di rado, qui si affaccia anche qualche cinghiale selvatico, che indisturbato si aggira tra i turisti in cerca di cibo. È bellissimo. 

Cala Garibaldi: Si trova sempre da questo lato, tornando giù, ed è molto simile, ma più attrezzata di Cala Serena, dato che è la spiaggia di approdo per arrivare diretti alla casa museo del generale, che si trova più nell’entroterra. 

La Spiaggia del Relitto

La Spiaggia dei Due Mari

Cala Andreani

Punta Rossa

Stagnali Area

Cala Paradiso

Cala dell’Angelo

Cala Coticcio

Messa del Cervo

Cala Candeo

Punta Crucitta

Cala Napoletana

Cala Serena

Cala Garibaldi