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Vita Lenta: Esplorando Polignano

La Puglia è qualcosa di più di una cartolina, è uno state of mind.

Se pensiamo a Polignano a Mare, ci viene subito in mente la sua meravigliosa scogliera a picco sul mare, dove – non si sa come – i polignanesi hanno scavato e costruito case che oggi hanno un valore inestimabile. Poi c’è il ponte, costruito sull’antica via Traiana, che sovrasta la lama Monachile, la spiaggia teatro del Red Bull Cliff Diving, la gara di tuffi che riunisce migliaia di persone quando viene organizzata. E gli spettacolari belvedere che appaiono girando dietro l’angolo, in un misto di sorpresa e la consapevolezza che il mare è sempre lì.

Polignano a Mare è un po’ croce e delizia della Puglia: ne è l’emblema, ma si tende a visitarla in fretta, come un luogo da cartolina, senza entrare davvero in contatto con la sua vita, la sua vita lenta e i suoi cittadini. Anche – anzi, soprattutto – fuori dai mesi di alta stagione.

Inoltre, è un ottimo luogo per scoprire il territorio circostante. Oggi voglio accompagnarvi in qualche luogo meno battuto, fuori dai percorsi turistici standard. Salite in macchina, o montate sulla sella della vostra moto o bicicletta.

Il nostro viaggio comincia a nord di Polignano. Percorrendo la statale 16, poco dopo San Vito e Cala San Giovanni, sulla nostra destra veniamo attratti da uno scenario da cartolina. Mentre il verde dell’erba incontra l’azzurro del mare, dei piccoli e rudimentali trulli – una volta utilizzati dai contadini come deposito e riparo – si dispongono a mo’ di scacchiera. Costa Ripagnola – detta anche Costa dei Trulli – è un luogo oggi al centro dell’interesse dei cittadini che vogliono tutelarlo e trasformarlo in un parco naturale. L’area è in parte privata, ma si può entrare attraverso uno dei numerosi passaggi presenti nei muretti a secco. Impostate sul navigatore Cala Fetente per arrivarci. Io non vi ho detto niente!

Tornando indietro, verso San Vito, imboccate la provinciale Polignano – Conversano e risalite verso Conversano. Arriverete nei pressi di Terre di San Vito, una tenuta vitivinicola dove potete fare un pit stop per acquistare e degustare vino e olio locali. Proseguite sulla strada e godetevi la campagna pugliese. Arrivati quasi a Conversano, sulla vostra destra noterete una depressione nel terreno. È il “lago” di San Vito. Uso le virgolette non a caso, perché in realtà si tratta di depressioni carsiche che occasionalmente si riempiono d’acqua piovana. Nell’agro conversanese ce ne sono 12, ma l’unico regolarmente pieno è quello di Sassano. Proseguendo ancora, incontrerete una chiesetta sul ciglio della strada. La chiesa di Santa Caterina d’Alessandria è una chiesa rurale unica nel suo genere. Monumento riconosciuto dal FAI, l’associazione che tutela i luoghi storici italiani, la chiesa dovrebbe essere stata edificata nel XV secolo e si caratterizza per la sua pianta a forma quadriloba, con quattro absidi che sostengono una cupola emisferica. Una cappella elegantissima che contrasta con la campagna circostante.

Proseguite e arrivate a Conversano, dove potete fare una pausa gelato dal mio amico Franco. 

Qui potete decidere di visitare un vecchio villaggio fortificato posto su una collina. Ai piedi della Torre di Castiglione, fra Conversano e Putignano, la vista sul territorio circostante è mozzafiato. A Castiglione potrete camminare immersi nella natura e nelle rovine del villaggio, edificato durante l’età del bronzo, abbandonato e poi riabitato in epoca medievale, per poi essere definitivamente abbandonato intorno al 1500.

Dopo questa visita, potete rimettervi in strada alla volta di Triggianello, una frazione divisa fra Conversano e Polignano a Mare, posta al crocevia con Castellana Grotte (se volete un consiglio, andate a visitare le grotte). Triggianello è un piccolo villaggio nato nel 1878 per volere di un possidente terriero dell’epoca, Saverio De Bellis, e si chiama così dagli anni ‘30 perché la località si chiamava originariamente Pozzo Triggiano. Il nome originale del villaggio era però Villanova De Bellis, perché fu lì che De Bellis costruì i primi insediamenti per i suoi operai, com’era d’uso all’epoca soprattutto nel nord Italia. Oggi Triggianello è molto conosciuta per la sua festa della birra artigianale e per le sue macellerie, nelle quali di sera è possibile gustare la carne al fornello, una tecnica di cottura probabilmente importata dalla Turchia in cui la carne viene cucinata lentamente, rimanendo succosa e assumendo un bellissimo colore dorato.

Triggianello è in un’ottima posizione per fare un salto anche in una delle cento contrade di Monopoli. Me ne viene in mente una, in particolare: Contrada Virbo, dove, prima della pandemia, veniva organizzata una sagra molto rinomata dedicata al panzerotto, una mezzaluna fritta di pasta della pizza ripiena con mozzarella e pomodoro. Lo street food preferito dai pugliesi. Quanto mi manca!

E ora, se il tempo e la stagione lo permettono, possiamo concludere la nostra gita con un bel tuffo accompagnato magari da un po’ di crudo mare e una buona bottiglia di vino rosato. 

Qui c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Possiamo decidere di tornare a Polignano a Mare, dove i miei spot preferiti sono Punta Paradiso e Port’Alga, un vecchio porticciolo di pescatori. Oppure proseguire verso Monopoli: fra le calette più frequentate dai local segnalo la bellissima Cala Verde, dove conviene recarsi in mattinata per trovare posto comodo, o la meno facile da raggiungere Cala Tre Buchi, chiamata così proprio perché composta da tre insenature.

Finisce qui, al tramonto e magari con la salsedine sulla pelle, la nostra esplorazione intorno a Polignano a Mare. Anche se è giusto visitarne i luoghi più iconici, ricordate una cosa: la Puglia è qualcosa di più di una cartolina, è uno state of mind.

Costa Ripagnola

Cala Fetente

Terre di San Vito

Torre di Castiglione

Triggianello

Contrada Virbo

Punta Paradiso

Port'Alga

Cala Verde

Cala Tre Buchi