Lifestyle

Vespa

Dammi una Vespa e t porto in vacanza
Ma quanto è bello andare in giro con le ali sotto ai piedi
Se hai Vespa Special che ti toglie i problemi
Ma quanto è bello andare in giro per i colli bolognesi
Se hai una Vespa Special che ti toglie i problemi
50 Special- LunaPop

Erano gli ultimi anni novanta, e i Lunapop cantavano “50 Special”, portando in vita l’ammirazione italiana per un mezzo di trasporto, ormai divenuto oggetto di culto e design. Cantavano di libertà, dei paesaggi collinari bolognesi e della vita da liceale, quando nulla sembra andare per il verso giusto e solo la tua Vespa ti può salvare da una mamma troppo apprensiva, dalla scuola e addirittura dagli amici. Chissà perché noi italiani siamo convinti che una Vespa possa risolvere tutti i problemi! 

È veramente così nella realtà? Di sicuro, non abbiamo del tutto torto. Dopotutto, a chi non piace girovagare per le strade collinari, o sul lungomare, o ancora sfrecciare di fianco al Colosseo, su una Vespa rossa sgargiante, il cliché da Vacanze Romane. Ed infine sentirsi in un battito di ciglia Audrey Hepburn, freneticamente alla ricerca dell’amore e della Dolce Vita in Italia.

La Vespa è un vero e proprio mito italiano. Nata dall’incontro fra due grandi uomini, Enrico Piaggio e Corradino D’Ascanio, progettista geniale, lo scopo primo di questo mezzo a due ruote era quello di rimettere in moto l’Italia del dopoguerra. È diventata molto di più, è lo scooter più diffuso nel mondo, e ad oggi la sua storia è quella di un’icona italiana che corre parallela alla storia del paese dal dopoguerra ad oggi. Un’icona senza tempo che ha attraversato gli avvicendamenti del nostro paese e che in parte ne ha scritto il costumi e le abitudini. Sin dai suoi esordi la casa produttrice ha dimostrato essere estremamente attenta alla comunicazione e all’immagine del prodotto. Infatti, il primo manifesto pubblicitario, nel 1946, ritrae una donna in sella allo Vespa; non una qualsiasi, bensì una donna che lavora. Il messaggio è sicuramente forte da un punto di vita socio-politico, ed arriva diretto al consumatore, in un paese nel quale le donne hanno appena acquisito il diritto di voto per la prima volta. Sarà però il cinema, più che l’immagine del brand, a decretare il suo successo definitivo. La Vespa diventa in pochi anni il simbolo dell’Italia in fase di rinascita e appare in molti film e in cartoline. In particolare il film ‘Vacanze romane’ di William Wyler, dove la mitica Audrey Hepburn attraversa insieme a Gregory Peck la capitale in sella ad una indimenticabile Vespa bianca, nel 1953 lo spot pubblicitario per la casa produttrice.

Nonostante negli anni ne siano state prodotte moltissime versioni, oggi la vespa oltre a rappresentare il marchio Made in Italy nel mondo, è sinonimo del “sogno italiano”. Nessun turista resta immune alla attrazione di affittare anche solo per un giorno il mitico due ruote per immergersi nel fascino delle città, calandosi in personali e indimenticabili “vacanze romane”. Coloro che invece ne possiedono una, non perdono occasione di partecipare ai raduni intitolati alla Vespa facendone occasioni di viaggio in Italia, soprattutto durante la bella stagione. Le strade secondarie e i variegati scenari che si incontrano lungo il cammino possono essere un’esperienza unica. Proprio così, perché per un italiano, la Vespa permette di viaggiare “con le ali sotto ai piedi” assaporando il paesaggio che ci circonda a trecentosessanta gradi. Proprio quando l’aria ti accarezza il viso e i capelli che volano in tutte le possibili direzioni. Eppure in quel momento, esiste solo la Vespa. Il mezzo ha così assunto una vera e propria connotazione di mezzo di trasporto poco impegnativo, ma molto più elegante di un semplice scooter, divenendo una vera e proprio immagine di stile.  

Cremonini cantava dei colli bolognesi, e se dovessimo ripercorrere lo stesso viaggio oggi, sicuramente ci sentiremmo come lui. Rapiti dalla bellezza e dalla libertà che si respira a pieni polmoni, finiremo per desiderare di non perderne neanche un secondo. Sicuramente Cremonini, uscendo da Bologna, e percorrendo pochi km dalla città, si sarebbe ritrovato immerso nei verdissimi colli bolognesi. Meno rinomati del centro storico, ma sicuramente altrettanto affascinanti e ricchi di storia e prodotti tipici. Per molti un luogo di passaggio per raggiungere la Toscana, racchiudono storie e leggende di pellegrini e commercianti e sono costellati di sentieri nascosti, interrotti qua e là da eremi e santuari. I colli bolognesi offrono davvero tantissimo per chi ama natura, storia e buon cibo.

Ad esempio, percorre i colli bolognesi La Via degli Dei, un must per i ciclisti e per chi ama intraprendere lunghi cammini. La Via degli Dei collega Bologna a Firenze in poco più di 130 km. Questo percorso lo sceglierebbe chi è più incline alla vita sportiva e totalmente immersa nella natura. In Vespa, si potrebbero invece ammirare con inusuale lentezza, il percorso ed il paesaggio circostante. Ciò nonostante, il vero gioiello dei colli bolognesi resta però San Luca. Visibile persino dall’autostrada, il suo fascino innegabile potrebbe diventare lo sfondo perfetto per un giro in Vespa domenicale in una fresca giornata primaverile di pieno sole. Il santuario di San Luca situato sul Colle o Monte della Guardia, un tempo fungeva da metà per i pellegrinaggi di coloro devoti alla Beata Vergine. Oltre a poterlo raggiungere in Vespa, in macchina, o attraverso l’uso dei mezzi pubblici, lo si può raggiungere attraversando a piedi il porticato che collega Porta Saragozza a San Luca in poco più di 3,5 km peraltro candidato patrimonio dell’Unesco. Il Santuario raggiunto in Vespa corrisponde a una fuga romantica, che permette di ammirare Bologna e i colli dall’alto, contornati dalla bellezza classica del tempio, che non passa di certo inosservata. 

Se la vostra Vespa vuole invece portarvi in luoghi più unici, e meno conosciuti, è Rocchetta Mattei a fare al caso vostro. Anticamente dimora del conte Mattei, ricorda un castello medievale, eppure fu costruita nel tardo ottocento ma sulle rovine di un’antica rocca. Mattei era infatti un uomo desideroso di condurre una vita da castellano, piena di ozii e cultura. Oggi, l’edificio sa stregare ogni suo visitatore, catapultando in un’atmosfera inusuale, simile a quella dei bagni termali romani.

Ma la Vespa resta sinonimo di libertà, e la giornata può continuare all’insegna di visite a cantine, infatti proprio su queste ultime viene prodotto il Pignoletto e il rinomato tartufo bianco. Per concludere la giornata in Vespa recatevi per un aperitivo ricco e saporito al Fienile Fluò. Come d’incanto, dopo un’intera giornata in sella alla Vespa, potrete sedervi e contemplare al tramonto gli stessi colli che avete percorso durante il giorno, insieme ad un tagliere di prosciutti e formaggi locali ed un calice pieno di vino. 

Salute!

Rocchetta Mattei

Fienile Fluò