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Potere Femminile: I Posti Migliori di Milano Gestiti da Donne

Posti a Milano con grandi donne in sala, al banco o in cucina

 

“We should ALL be feminist”. 

 

Questa frase è il titolo di un piccolo libro da qualche anno best-seller nelle librerie di tutto il mondo e scritto da una meravigliosa donna Nigeriana, Ngoze Adichie.

 

Ma ancor prima che questo libro spopolasse e fosse fonte d’ispirazione per molte donne io stessa, 16 anni fa, con una laurea in giornalismo nel cassetto, ho intrapreso con mille dubbi e paure una strada lavorativa prettamente maschile. L’agente di commercio nel settore dei vini. Incontrando soprattutto uomini alla guida di ristoranti, enoteche, vinerie o cantine vinicole

 

Eravamo due o tre donne a Milano a fare questo mestiere. E anche se giovane (avevo 25 anni), sola e senza esperienza (oppure un marito, un padre, un socio o chissà chi a spingere il mio nome) ero convinta di potercela fare… Detestavo essere presa sottogamba, così come i sorrisini ammiccanti quando mi presentavo. Desideravo solo lavorare! Farlo seriamente e con onestà. Non ho mai pensato di avere niente in meno rispetto a un uomo. Anzi. Forse questo vuol dire essere femminista. Credere che uomini e donne, nella società, debbano avere gli stessi riconoscimenti e possibilità.

 

Sognavo di lavorare nel settore del vino e del cibo, mia passione da sempre, e così mi sono cucita addosso un mestiere. Vendere e raccontare il vino, anche per poter andare sempre a mangiare fuori.

 

 Ma sebbene ancora oggi nel mondo, le donne a capo di una brigata di cucina o responsabili di sala e/o cantina, siano davvero poche o ricoprano ruoli marginali (spesso le conosciamo nelle vesti di “sorella di” o “moglie di”) le cose da qualche anno sono iniziate a cambiare.

 

Qui a Milano, le donne che si sono distinte e guadagnate il proprio posto in sala o in cucina per professionalità, creatività e bravura sono tante. E bravissime. Sopravvivere a Milano non è così semplice.

 

Ecco di seguito una piccolissima selezione, in rigoroso ordine alfabetico, di alcuni luoghi che ho avuto modo di conoscere più volte personalmente (anche se l’elenco sarebbe molto più lungo):

 

AL PONT DE FERR

Locale iconico della Ripa di Ticinese, sui Navigli, il Ponte – così lo chiamiamo tutti a Milano – ha compiuto nel 2021 la bellezza di 35 anni. Da sempre in sala c’è lei: MAIDA MERCURI. Sommelier e titolare, una vera icona per noi “ragazze del vino”: lottatrice, visionaria, una donna solare, sorridente e dall’energia contagiosa. Alla domanda “Maida ma qual è il tuo segreto?” Ovviamente lei vi risponderà “bere bene”! Ambiente da vera trattoria, cucina di tradizione che lascia spazio alla sperimentazione, il Ponte è da sempre una garanzia. Con una Cantina Vini, nascosta sotto a una botola vicino al bancone, che nasconde vere chicche da ovazione

 

BICERIN

Il Salotto del vino di Porta Venezia, ecco cosa rappresenta a Milano il Bicerin. Nato nel 2015, oggi in sala troviamo IRIS ROMANO, il vulcano Iris. Procidana di nascita e milanese d’adozione, ha sempre lavorato nelle sale dei ristoranti e la sua formazione sul vino, molto simile alla mia, ha attraversato la fase dei vini cosiddetti “parkeriani” degli anni 2000, per approdare a quelli artigianali e naturali, che oramai abbiamo imparato a conoscere, apprezzare e soprattutto divulgare. Iris è una vera donna del Sud: tenace, coraggiosa, che non si arrende mai. E non ha rinunciato mai a nulla, per affermarsi sul lavoro. Ci tiene a dirlo. Ha sempre seguito il cuore (e la pancia) facendo precise scelte di vita. Non rinunce, scelte! Sono queste sue doti di forza, perseveranze e genuinità a trapelare da tutti i pori ed è impossibile non diventarle amica. Quanto meno sai che, in sua compagnia, il buon bere trionferà sempre sul male.

 

GELSOMINA

Ma anche le pizzerie Marghe, Giolina, Pizzium e Crocca sono tutti progetti nati con ILARIA PUDDU (e Stefano Saturnino, suo socio storico). Ilaria è una di noi, alla mano, sorridente. Tenace. Imprenditrice di successo e una delle poche nel food retail che ha dedicato gli ultimi anni al lavoro, rinunciando per 7 anni alle ferie. Conscia del fatto che quello di imprenditrice sia un lavoro imprevedibile e faticoso, dove servono prontezza e capacità di raggiungere gli obiettivi in tempi celeri, è forte del fatto che noi donne siamo esseri nati per incarnare il concetto di multitasking, e sprona le ragazze che incontra a tenere duro, perché c’è sempre spazio per chi sa fare bene. Con Gelsomina ha dato il via alla sua storia imprenditoriale in solitaria. Con questo locale altamente instragrammabile, e il suo ormai iconico maritozzo, un dolce praticamente sconosciuto qui a Milano prima della sua intuizione, ha fatto bingo. Si occupa da sola di tutto a 360°. Dai siti, alle risorse umane fino ai social. Ha imparato a delegare con il tempo, per ritagliarsi spazio per sé. Perché sì, il lavoro conta, e i risultati sono arrivati. Ma ascoltare il desiderio di una famiglia conta ancora di più.

 

O|NEST

Enoteca con cucina, con Lea a ricoprire il ruolo di chef e Lorenza di sommelier, questo locale ha aperto poco prima del Covid ma si è subito distinto. Per qualità e poliedricità. Aperto dalla colazione al dopocena, ha un bellissimo giardino con veranda nascosto nel retro (per conoscere davvero Milano, si sa, bisogna tuffarvicisi dentro). Propone un’ottima cucina con presidi Slowfood, prodotti bio e a KM0; ma anche la selezione dei vini con etichette naturali vi farà godere assai. Dettaglio non da meno e al quale le titolari tengono moltissimo: Specialty Coffee eseguiti a regola d’arte. Il tutto in un locale che guarda alla sostenibilità massima di ingredienti e materiali. Lasciati i rispettivi lavori in altri ambiti, Lea e Lorenza si sono buttate a capofitto in questo progetto di “nido onesto” (Nest in inglese significa appunto NIDO). In zona Città Studi. Sono sicura, vi piacerà!

 

POTAFIORI

Di Cantafiorista ne esiste una al mondo: ROSALBA PICCINNI, di Almè in provincia di Bergamo. Rosalba, che cento ne pensa e mille ne fa, dalla sua passione per il canto (ormai non si contano più le volte in cui è salita sul palco del Blue Note a Milano registrando il tutto esaurito), per i fiori e per la buona cucina, ha dato il via ad un progetto unico in città: Potafiori. Bistrot, negozio di vendita e allestimento fiori, spazio per eventi musicali, etc. In zona Bocconi, è diventato un punto di riferimento. E Rosalba rimane sempre la generosa e vulcanica imprenditrice che non smette mai di entusiasmarci. Un vero esempio di ragazza di provincia che ha saputo credere e puntare tutto su sogni e passioni.

 

REMULASS

Siamo nel food district di Porta Venezia, via Nino Bixio. Una squadra 100% femminile, in cui persino l’architetto che ha seguito la progettazione è donna. In sala ci sono FEDERICA FABI, maitrè e sommelier super preparata, con sguardo birichino e sempre sorridente, coadiuvata da Maha, mentre troviamo LAURA SANTOSUOSSO e Anna alle redini della piccola cucina. Remulass (parola che in dialetto milanese indica i remolacci, radici bianche a forma di carota, simili alle rape) è una “piccola cucina con le radici”, attenta alla sostenibilità, rispettosa del prodotto, che non dimentica il valore umano dei fornitori. Sorrisi, empatia e un’energia pazzesca vanno a braccetto con i piatti che guardano alla tradizione strizzando l’occhio a gusti più esotici. Decisi i sapori e sorprendenti gli accostamenti. Bello Bello Bello!

 

TIPOGRAFIA ALIMENTARE

Food hub|caffè|vino|lievitati. Sorge nel cuore di Gorla, sul Naviglio Martesana. Creato e gestito da mamma e figlia, Carla e Martina che volevano offrire al quartiere un punto di ritrovo del buon bere e mangiare. Ex giornalista la prima, e studentessa dell’Università del Pollenzo con esperienze lavorative nel nord Europa la seconda. Con tipa TipA sono diventate socie. TipA è come lo chiamiamo tutti a Milano. Unisce nel suo nome il mondo della scrittura, del racconto da cui proviene Carla (la tipografia) a quello del cibo (alimentare) grande passione di Martina. Tutti gli artigiani scelti da Carla e Martina sono riportati sul sito: in modo trasparente chiunque venga a mangiare qui, può conoscere la provenienza di qualsiasi ingrediente (dall’olio alle uova, al vino alle verdure). C’è una rete diretta tra produttore e consumatore. Colorato, informale, una cucina improntata soprattutto sulle verdure e una selezione dei vini esclusivamente di impronta naturale, hanno da poco inaugurato la bakery interna e vi assicuro, il pane che vi troverete al tavolo è tra i migliori assaggiati in città. Un “place to be” con alle redini due grandi donne appassionate e appassionanti.

 

VIVA Viviana Varese

È situato al secondo piano dello Store EATALY Milano, il ristorante VIVA di VIVIANA VARESE. Da qualche anno ha cambiato nome, oltre che veste, e Viviana è una delle poche donne chef al Mondo ad avere ottenuto la prestigiosa Stella Michelin, l’unica qui a Milano (fatta eccezione per il ristorante Aimo e Nadia, dove Nadia è stata la storica chef alla guida della cucina, con il fedele compagno di una vita Aimo in sala, ormai entrambi andati in pensione). Nata a Salerno ma trapiantata, da piccola, al nord coi genitori, Alice ha vissuto grandi discriminazioni perchè ragazza obesa e infine perchè omosessuale. Dal suo primo e più piccolo ristorante in via Adige, a Milano (nella cui cucina ha mosso i primi passi Alice Delcourt, del ristorante con orto Erba Brusca) è arrivata a condurre una brigata di quasi 20 persone. Con tre ristoranti all’attivo (Viva Milano, SPICA con Ritu Dalmia, W Villadorata Country Restaurant a Noto, in Sicilia) e un progetto di gelateria, gestita da donne vittime di violenza domestica, Viviana ha fatto dell’inclusione, della grinta e della perseveranza un suo marchio di fabbrica. E’ una Grande e generosa Donna, prima di tutto, e poi una grande Chef. Se esistesse una stella anche per il valore dato ai rapporti umani sono certa la prenderebbe. 

 

Ho sempre creduto e tifato per il WomenPower, un potere fatto di sensibilità, cura dei dettagli, tenacia, ambizione, empatia, ironia. Sono primogenita di tre sorelle, cresciuta in una famiglia di grandi donne. Sono una mamma eppure non ho mai smesso di lavorare. Ho rallentato, questo sì. Ma ho scelto. E non ho rinunciato alla carriera. Ho semplicemente scelto di fare la mamma oltre alla donna lavoratrice. E solo quando smetteremo di chiederci se siamo abbastanza per gli altri, ma piuttosto arriveremo a capire se gli altri siano abbastanza rispetto a noi, allora sì che ci sarà la svolta dentro ognuna di noi.

AL PONT DE FERR

BICERIN

GELSOMINA

O|NEST

REMULASS

TIPOGRAFIA ALIMENTARE

VIVA Viviana Varese