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Milan

Milan l’è un gran Milan

Alla fine dell‘800 la città di Milano conta circa 200.000 abitanti e grazie al nuovo piano regolatore, la città inizierà la sua espansione orizzontale che da piccolo bastione Longobardo la porterà a trasformarsi a poco a poco nella metropoli italiana di maggiore fermento artistico, dove i venti nordici portatori di nuove influenze si mescolano con le radici italiane regalando linfa vitale all’ascesa del design industriale, dell’architettura, dell’arte contemporanea e della moda.

In questo periodo di grandi cambiamenti tra guerre, mutamenti sociopolitici e scoperte tecnologiche nasce il movimento Futurista, capitanato dall’artista Boccioni, che trova nella città di Milano terreno fertile per crescere e prosperare.

Anche il disegno industriale e l’architettura si sviluppano in questo ambiente multiculturale spinti dai grandi maestri che si susseguiranno nel tempo: Ponti, Castiglioni, Sottsass, Magistretti, Nervi, Fornasetti, Albini ecc tutti milanesi doc che con le loro opere contribuiranno a costruire le basi del design italiano oggi più fiorente che mai.

Dopo la Seconda guerra mondiale si fa strada nella nuova Europa femminile un crescente desiderio di cambiamento, le giovani donne sono stanche di indossare gli abiti usati delle loro madri, ecco quindi che all’inizio degli anni ’80 salgono sul palco del design Made in Italy anche gli astri nascenti della moda. Saranno quindi Armani, Missoni, Ferré, Versace, Dolce & Gabbana, Miuccia Prada e Krizia che cambieranno la faccia dello stile italiano nel mondo da quel momento in avanti ed useranno proprio Milano come loro centro di formazione e sviluppo.

Expo 2015 infine ha portato il mondo a vedere Milano sotto un nuovo inedito punto di vista: l’ecosostenibilità. Adesso quando si parla di Milano il colore che viene in mente è sempre il verde.

Oggi i nuovi progetti di espansione della città non si sviluppano più in orizzontale bensì in verticale ed hanno come punto focale il rapporto tra gli abitanti (residenti e lavoratori) e gli spazi verdi, gli edifici sono disegnati e progettati per ridurre il loro impatto ambientale in favore di un maggior comfort mentre infrastrutture e servizi restano l’elemento fondamentale che unisce questo amalgama.

Quindi se vi trovate a Milano e siete amanti del design e dell’architettura ecco una lista di posti (non convenzionali) che vale la pena visitare almeno una volta nella vita.

 
 

Biblioteca Nazionale Braidense (1776)
Barocco

Situata nel cuore di Milano colpisce per la sua spettacolarità ed il suo ordine. Attualmente ancora aperta al pubblico, è costituita da quattro ampie sale dove il legno di noce delle scaffalature ed il cristallo dei lampadari fanno da perfetta scenografia agli antichi documenti custoditi al suo interno.

 

Rotonda della Besana

Architettura barocca

Antico oratorio milanese convertito in chiesa nel XVIII secolo, circondato da un ampio portico circolare ritmato da un colonnato aperto verso la chiesa e chiuso verso l’esterno creando così un luogo di perfetto esilio dal caos cittadino ideale per una pausa insieme a un buon libro.

 

 

Stazione Centrale (1931)
Razionalismo italiano

Oggetto di un importante restauro terminato nel 2010, la stazione Centrale di Milano è uno di quei posti dove chiunque entri rimane rapito dalle dimensioni e dal rigore compositivo. Magnifico esempio di convivenza tra Liberty, Art Déco e razionalismo italiano, al binario 21 si trova la sala d’attesa della famiglia Reale Italiana, purtroppo raramente aperta al pubblico.

 

 

Villa Necchi-Campiglio (1933)
Razionalismo italiano

Capolavoro dell’architetto milanese Piero Portaluppi, la villa con il suo giardino viene riprogettata seguendo lo stile razionalista italiano tipico di quel tempo, l’interno invece è arredato in stile Art Déco dove la luminosità degli ambienti ed i suoi ampi volumi sono la fotografia dell’attenta progettazione degli spazi e degli alti standard di vita della borghesia industriale milanese dell’epoca.

 

Nilufar Depot (1990)
Product design contemporaneo

Punto di riferimento cittadino per l’acquisto del product design storico e contemporaneo. La location post-industriale è contraddistinta da un ampio volume centrale con ballatoi laterali a riprodurre un teatro contemporaneo dove gli oggetti sono posizionati come fossero protagonisti di un’esposizione museale congelata nel tempo.

 

Photography by Mattia lotti

Photography by Mattia Iotti

Photography by Amendolagine Barracchia

 

Università Bocconi (2008)
Architettura contemporanea

L’imponente struttura rivestita in pietra progettata da Yvonne Farrell e Shelley McNamara nel cuore del quartiere Ticinese è sede di un importante campus universitario. L’estetica austera e materica dell’esterno è in contrasto con le facciate delle corti interne caratterizzate da ampie vetrate disposte su differenti livelli.

 

Mudec (2014)
Architettura contemporanea

Questo complesso museale, progettato dall’architetto londinese David Chipperfield, nasce dalla volontà di recuperare e restituire alla pubblica utilità un’ex area industriale della zona di Porta Genova. 

Dopo la biglietteria, al termine della scalinata principale, si accede ad uno spazio etereo, invaso dalla luce che permea dai vetri opachi ondulati; questa “nuvola” serve come punto di smistamento dei flussi museali e si contrappone ai volumi geometrici e regolari delle sale espositive.

 

 

Armani Silos (2015)
Architettura contemporanea

Allo stesso tempo monumentale e sobrio, un ex deposito di granaglie diventa il luogo di racconto dello stilista milanese Giorgio Armani. L’architetto giapponese Tadao Ando crea così una cornice architettonica solenne e perfetta per il racconto dell’omonimo marchio attraverso i suoi quattro livelli.

 

Photography by Davide Lovatti

Biblioteca Nazionale Braidense (1776)

Stazione Centrale (1931)

Villa Necchi-Campiglio (1933)

Nilufar Depot (1990)

Università Bocconi (2008)

Mudec (2014)

Armani Silos (2015)