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La Serenissima: Venezia tra Design e Architettura

Il legame che unisce Venezia alla sua laguna è una storia d’amore vecchia quanto il tempo.

 

“Come può uno scoglio arginare il mare?” dicevano Battisti e Mogol parlando di un amore tormentato, lo stesso che stringe Venezia alla sua laguna, lo stesso che la sostiene al di sopra di un limite talmente sottile da rischiare da un momento all’altro di trasformarla in un’Atlantide sommersa.

 

Una storia sopravvissuta al susseguirsi di guerre e capovolgimenti di fronte che hanno visto la città passare da una dominazione ad un’altra per la sua indole così polivalente: da una parte avamposto strategico dall’altra snodo commerciale e porta d’Oriente in Europa.

 

Sarà proprio il rapporto privilegiato con l’oriente Bizantino che farà di Venezia uno dei principali porti di scambio tra l’Occidente e l’Oriente, permettendo lo sviluppo di una classe mercantile dinamica e intraprendente che nel corso dei secoli trasformerà la città da remoto insediamento a potenza militare padrona dei mari.

 

Questo fervore culturale ha portato la città ad essere sempre stilisticamente in evoluzione, facendo propri dettagli ed elementi architettonici presi in prestito dalle architetture d’Oriente mixati alle austere architetture tardo-rinascimentali, sviluppando uno stile ed un linguaggio proprio, crossover e sintesi tra il rigore compositivo rinascimentale e le decorazioni ridondanti bizantine.

 

Questo fervore culturale si è tramandato nel tempo fino ai giorni nostri così nel 1895 nasce la “Biennale”, fondazione culturale che abbraccia le arti figurative e che ha Venezia come illustre teatro per alcune delle manifestazioni culturali più importanti d’Europa e del mondo come la biennale dell’architettura, la biennale dell’arte, il festival del Cinema e molte altre.

 

Vivere Venezia significa scoprirla, perdersi nelle strette calli e soffermarsi al cospetto di una realtà che sa quasi di fantasia, un luogo incantato sospeso nel tempo dove non sono strade e viali ma canali e ponti a definire il tessuto urbano degli isolotti, cresciuti secolo dopo secolo sotto l’opera dell’uomo che col passare del tempo ha plasmato una creatura tanto bella quanto fragile.

 

Quindi se vi trovate a Venezia e siete amanti del design e dell’architettura ecco una lista di posti (non convenzionali) che vale la pena visitare almeno una volta nella vita.

 

Negozio Olivetti
1958

Situato sotto i portici di Piazza San Marco, il centralissimo ed iconico negozio è frutto del genio compositivo dell’architetto veneziano Carlo Scarpa. Armonia perfetta tra trasparenza, disegno contemporaneo e tradizione veneziana dove tutto ruota attorno alla celebre scalinata protagonista assoluta della scena qui, l’attenzione ai dettagli convive in perfetta armonia con l’ambiente circostante.

 

Fondaco dei Tedeschi
2016

Frutto di un recente progetto di riqualificazione che porta la firma dell’architetto Rem Koolhaas, questo luogo era il punto di approdo delle merci in arrivo dalla Germania. L’esterno ha tutto ciò che un palazzo di Venezia deve avere l’interno invece stupisce con la grande corte coperta a vetro che dona luce e spazio vitale all’ambiente, proseguendo verso l’alto troviamo un vasto salone per eventi ed infine la terrazza panoramica dove poter ammirare Venezia da un angolo inaspettato.

 

Teatrino di Palazzo Grassi
2013

Disegnato da Tadao Ando, il nuovo Teatrino di 225 posti è progettato per ridurre al minimo la propria invasività rispetto all’antica struttura settecentesca tanto da essere addirittura reversibile. I colori neutri, le geometrie triangolari pure e le pareti inclinate che compongono questo nuovo ambiente sono in contrasto con l’aspetto austero e tipicamente veneziano della facciata esterna dell’edificio.

 

Fondazione Querini-Stampalia
1868

Un giardino segreto dedicato all’acqua; un tempio dove il silenzio viene disturbato solo dallo zampillare delle fontane. Il percorso rialzato progettato dall’architetto Carlo Scarpa permette all’acqua di invadere liberamente il piano terra durante l’alta marea generando vasche e giochi di riflessi che valorizzano e donano luce agli spazi.

 

I giardini della Biennale
1807-1995

Polmone verde di Venezia, questi giardini celano tra le fronde degli alberi, come fossero delle perle, i padiglioni delle nazioni che partecipano in modo permanente alle varie esposizioni della Biennale internazionale.

Frutto della volontà di Napoleone oggi questi giardini sono dimora di 30 edifici che portano la firma di alcuni dei più grandi architetti del ‘900 come Alvar Aalto, Carlo Scarpa, BBPR, Sverre Fehn, James Stirling e molti altri.

 

Aula baratto IUAV
1935 e 1955

Una prima fase (1935) in cui Carlo Scarpa progetta la prima Aula Magna dell’università Ca Foscari dove le influenze di Le Corbusier e Mies Van der Rohe si sviluppano dando forma a linee pure e potenti riferimenti materici ed una seconda (1955) in cui l’aula magna viene poi trasformata in un’aula di lezione dove sempre l’architetto Scarpa realizza la boiserie e la celebre parete separé in legno e vetro perfetta sintesi della sua composizione architettonica.

 

Palazzo Vernier dei Leoni
XVIII secolo

Il progetto originario prevedeva una grande facciata rinascimentale/barocca ma a seguito di problemi finanziari della committenza venne realizzato solamente il piano terra, dando vita così ad un edificio inedito e contemporaneo.

Oggi parte della Solomon R. Guggenheim Foundation, il palazzo venne acquistato nel 1948 da Peggy Guggenheim come sua dimora personale, oggi raccoglie la sua collezione d’arte privata.

 

Fondazione Giorgio Cini

L’isola di San Giorgio fa da scrigno a una Venezia parallela, un luogo ameno dove la pace regna sovrana e dove ogni angolo è una sorpresa da scoprire.

Chiostri palladiani con giardini e cipressi si alternano a saloni, biblioteche e scalinate. L’auditorium “Lo Squero” è un’infinita finestra sulla laguna, la Piscina Gandini mostra un sapiente utilizzo del cemento armato e del vetro mentre le “stanze del vetro” ripercorrono la storia e la tecnica della lavorazione vetrarie di tutta Europa.

Negozio Olivetti

Fondaco dei Tedeschi

Teatrino di Palazzo Grassi

Fondazione Querini-Stampalia

I giardini della Biennale

Aula baratto IUAV

Palazzo Vernier dei Leoni

Fondazione Giorgio Cini