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Un Diario Filicudaro

 

Un po’ facile e forse tutto sommato anche vagamente scontato dire che Filicudi non fa per tutti. 

 

Forse la prospettiva cambierebbe se dicessi che Filicudi va bene per chi un pochino quest’isola già la ama, pur senza conoscerla. 

 

Ho letto un piccolo libro recentemente, Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli. Il titolo è ben più intimidatorio del contenuto: un ottimo ripasso per ricordarci di cosa è fatto ciò che ci circonda, di cosa siamo fatti noi e da quanta poca attenzione ogni tanto dedichiamo ai meccanismi che per davvero regolano la nostra vita. In un ultimo capitolo dal titolo “In chiusura: noi”, mi ha ricordato quanta (ingiustificata) anomalia abbia attribuito alla mia spasmodica ricerca di un continuo rapporto con la natura, l’incontaminato e gli attori che regolano tutta la nostra vita. 

 

La decisione di passare dieci giorni a Filicudi, a CasaG, nell’unica parte di realtà che veramente ci è dato modo di comprendere parte quindi da qui: ripartire da noi.

 

Il tempo – forse un po’ prematuro chiamarlo già flusso di calore – scorre in modo diverso qui o quantomeno dipende da fattori di cui troppo spesso ci dimentichiamo vivendo tra cemento e macchine. Per esempio: se c’è maltempo, a Filicudi non arrivi né riparti. Noi, il 27 Dicembre, abbiamo fatto appena in tempo. Sta entrando maestrale e nonostante un imminente matrimonio che ha portato sull’isola invitati foresti, non ci saranno traghetti né aliscafi per i successivi due giorni. Sbarcando abbiamo stabilito un nuovo numero di abitanti fino al giorno di San Silvestro: 68. 

 

Entriamo a CasaG da un cancello alla fine di un vicolo. Si va a piedi qui, poche macchine, molte mulattiere, tantissimo mare, infinite salite. 

 

Due passi e ti trovi davanti una fotografia d’Italia. È tutto un terrazzo e qui, sul bordo di tufo, a contatto con il mare, ti si spalanca davanti la bellezza (e forse il mistero) di questa parte di mondo che ti lascia senza fiato. Gonfia i polmoni. Apri gli occhi. Respira gli odori di quest’isola che cambia ad ogni stagione e ricordati che i sensi sono pronti ben prima di te alla Parad’Isola. È CasaG e il tuo unico orizzonte sarà il mare.

 

28.12.2021

Piove e c’è maestrale. I got the blues di Pino Daniele suona in sottofondo e il tempo ha finalmente il suo ritmo. O forse il mio, insomma, il ritmo che riconosco. 

 

h 1500 – visitiamo la chiesa di Santo Stefano (patrono dell’isola) a Valdichiesa, ex Valle del Sole. È tutto pronto per la grande festa e l’aria profuma in modo deciso di frittelle dolci. 

 

Proseguiamo per Zucco Grande, ex villaggio agricolo ora (quasi) disabitato se non fosse che l’ultima principessa dell’Afghanistan, Belquis Zahir, di professione architetto, ha deciso di ristrutturare una grande casa segnando l’inizio – forse – di una ripresa che separa i suoi turisti tra i camminatori e i non: la mulattiera è l’unica strada per arrivarci. 

 

Piante di interesse: corbezzoli, agrumi di varia natura, carrubi, camomilla, menta selvatica, borraggine selvatica. 

 

29.12.2021 

Chi conosce la connessione tra Alicudi, il pane allucinogeno di segale e l’LSD? 

 

Chiamiamo con il VHF la nave Siremar la quale, controvento e su mare formato, fa rotta verso Alicudi sul canale 16 ma non otteniamo risposta. 

 

Scaldiamo lenticchie e patate e proseguiamo l’esplorazione dell’isola a piedi cercando prima l’unico macellaio dell’isola, Gino, famoso per il coniglio da fare alla filicudara in agrodolce con uvetta ma lui non c’è più e il suo mestiere neppure. 

 

Visita alla tomba di Peppino Bonita Calandra (1907-1999) nel cimitero parrocchiale di Valdichiesa; poeta e autore di un libro Filicudi isola magica ricordo e memoria di una Filicudi che è stata fino a qualche anno fa e che certamente potrebbe ritornare ad essere, se lo vorremo. 

 

Passeggiamo fino a Montagnola e rientriamo. Abbiamo dimenticato l’olio ma ci ricordiamo che qui il baratto funziona ancora. Vino in cambio di olio di Filicudi ma stavolta siamo più fortunati noi: guadagniamo anche frittelle di zucca e qualche storia dell’isola. Non si può tornare a questa forma di economia? 

 

30.12.2021

Sole = bagno. Non ci sono incognite in questa equazione. Avevamo dimenticato le meduse. 

 

Incontriamo Antonello e la sua Stella Maris che splende con tanto di scandaglio e manufatti per pescare aguglie e opra (pesce azzurro? Dobbiamo documentarci). È l’unico pescatore dell’isola e filicudaro in ogni goccia di sangue. Ci raggiungono anche Nino e Peppe. I primi due escono a gettare le nasse, rimaniamo con Peppe. È napoletano, ha sposato una donna birmana e ha due figli. Su quest’isola che unisce geografie così diverse ma la stessa luce negli occhi dei suoi fieri abitanti, scopriamo che è proprio del Myanmar la cucina che propongono d’estate ai turisti e d’inverno agli amici tra le mura di casa. Torna a casa, ci vediamo dopo per il pesce ci dice. 

 

Manca Stefano all’appello. Stefano è il pescatore amatoriale mancante della zona di Pecorini Mare. Sta mettendo il suo gozzo in mare e al suo rientro, poco dopo, ci regala gamberetti freschi per merenda e qualcuno in più per pranzo!

 

h 1400 è il 30 Dicembre e noi stiamo mangiando pasta con gamberetti, ceci e pomodorini sul terrazzo di CasaG in maglietta di cotone al sole vista mare. 

 

La Siremar passa di nuovo in un cielo terso che fa pensare ad un gran sole per domani.

 

31.12.2021

h 530 sveglia. È uscita la luna che ieri sera non vedevamo e il caffè è sul fuoco. Abbiamo giusto il tempo per dare un’occhiata con il telescopio che abbiamo portato prima di partire alla caccia del sole. 

 

h 719 il sole sorge alle nostre spalle su Valdichiesa 

 

h 745 facciamo colazione a Fossa delle Felci a 775 metri assieme ad Alicudi e lo scoglio della Canna.

 

h 945 Corsa Smarraturi, Ficarrisi, Siccagni attraverso climi e sentieri di ogni genere. Case abbandonate (da più o meno anni) fino alla spiaggia dove pranziamo al sole aspettando che Antonello ci recuperi con Stella Maris e ci riporti in gozzo a Pecorini Mare. 

 

h 16 varchiamo la soglia di CasaG con idda (l’Etna) innevata e in ordine riusciamo a vedere: azzurro, bianco rosa, giallo, arancione. Cala l’ultimo sole del 2021 e a bilancio abbiamo: luna, sole, stelle, isole, mare, cielo, uno spettro infinito di colori e profumi, erbe spontanee, olive buonissime che macchiano moltissimo, tanti chilometri a piedi, una merenda tra sole, neve e mare. 

 

A cavallo con 01.01.2022

h 100 il bottino di Capodanno:

 

  1. La ricetta delle Badduottole della signora Marianna
  2. Una gita a raccogliere erbe spontanee 
  3. La storia dei lupini: Sono contenta che tu me lo chieda – mi viene detto. I lupini un tempo si usavano per movimentare la terra attorno agli ulivi e mantenerla capace di assorbire acqua. Oggi si usano le pietre ma non è mica la stressa cosa.

 

A Filicudi, la sera di Capodanno, si sono riuniti attorno al tavolo dei vicini di CasaG, in egual numero filicudari e non. Li accomuna un progetto stagionale (l’Hotel Sirena) e la consapevolezza che quest’isola sarà sempre il rifugio di felicità di chi vorrà scappare (pure per sempre) da ciò che non gli appartiene.

 

01.01.2022 

Giornata uggiosa e poco tersa. È con l’ozio che inauguriamo questo nuovo anno. Ogni tanto si deve imparare anche a non fare niente.

 

02.01.2022 - 03.01.2022

Collezioniamo una selezione di film niente male:

 

  • È stata la mano di Dio 
  • This must be the place 
  • Caro diario 
  • Una vita tranquilla 
  • Le conseguenze dell’amore

 

Lavoriamo 

 

Facciamo del pane (che risulterà più simile ad un sasso) 

 

Cuciniamo e mangiamo curry per giorni e un’amatriciana buonissima 

 

04.01.2022

Alle 1655 abbiamo l’aliscafo per rientrare

 

È una giornata meravigliosa

 

Passiamo a salutare i vicini di CasaG che ci hanno fatto vivere Filicudi un po’ come casa nostra. È una grande famiglia e abbiamo bisogno di tempo per dire a tutti che torneremo presto. 

Andiamo prima dalla signora Marianna e dal signor Edoaldo, genitori di Gisella. Si aggiunge anche la mamma di Marianna e Gisella stessa assieme a sua sorella Sofia e tra un caffè e svariati biscotti al mosto, pianifichiamo la semina di erbe e grano, parliamo di ricette antiche filicudare e capiamo che torneremo molto prima del previsto.

 

È solo un a presto, Parad’Isola. Ti vedo.