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Caffè Italiano: Una Storia D’Amore Lunga Secoli

“[…] il caffè viene spesso bevuto secondo la regola dei 3 C-caldo, Confortevole e in Compagnia”

Sa essere avvolgente e caldo come un abbraccio, ma può essere anche forte e pungente. Se non preparato a dovere a volte è quasi bruciato. Con una goccia di latte si ammorbidisce ma con lo zucchero si trasforma. Ogni volta è un viaggio perché il suo chicco arriva da lontano ma ha trovato la sua casa preferita nello stivale del Mediterraneo. Il caffè. Lungo, corto, doppio. Ceramica e vetro, in piedi o seduti. A casa o al bar. Un rito. Un buon caffè è casa, per noi italiani una forma di amore. Tra i primi grandi amanti del caffè, la tradizione vuole Papa Clemente VIII, ossia colui che a fine 1500, per non lasciare questa bevanda deliziosa ai miscredenti, decise di benedirla. Da allora, il caffè si è diffuso in tutta Italia diventandone bandiera di relax, momenti di convivialità e cuore intorno al quale scambiare opinioni e idee. 

“Ci prendiamo un caffè?” è ormai una formula comune per dire “passiamo del tempo insieme e facciamo due chiacchiere” perché il tempo del caffè è speciale, un tempo unico, sospeso, quasi magico, e per noi italiani c’è sempre tempo per un caffè, da gustare da soli o in compagnia. Al bancone del bar è veloce: alcuni milanesi pur di non rinunciare al caffè al bar a volte entrano senza neanche togliere il casco del motorino, al tavolo invece è spesso bevuto secondo la regola delle 3 C (caldo, comodo e in compagnia). 

Al bar, al bancone o al tavolo, il caffè è accompagnamento perfetto a metà mattina con giornale e brioche (cornetto da Roma in giù), oppure nel pomeriggio per una meritata pausa, e se d’estate, allora da ordinare rigorosamente freddo shakerato o in vetro con ghiaccio. Naturalmente, c’è caffè e caffè e non c’è niente di più sconfortante che berne uno cattivo. Quasi come ostinarsi ad usare una matita non temperata. Un caffè fatto a regola d’arte deve avere delle caratteristiche molto precise a cominciare dalla tazzina, preferibilmente di ceramica bianca. La crema deve essere color nocciola chiara, deve essere alta 2 o 3 centimetri e deve permanere a lungo, il profumo poi deve essere pervasivo, tendere leggermente al cioccolato o alla frutta a seconda del chicco usato. Infine, il sapore: un equilibrio perfetto tra dolce acido e amaro. Attenzione a zucchero e latte perché lo modificano profondamente. 

Il caffè in Italia è sinonimo di ospitalità: ogni volta che si va a trovare qualcuno non è un bicchiere d’acqua l’offerta ma una tazzina di caffè. Questo perché è un modo per aprire la propria casa all’ospite, dargli il giusto tempo e attenzione, è una forma di condivisione paragonabile alle tazze di tè offerte in Medio Oriente, un’esperienza che crea empatia sia durante un incontro tra amici che un appuntamento di lavoro. 

La regina delle case italiane è la moka, la Bialetti su tutte, Anche gli amanti più accaniti del caffè servito al bar ne riconoscono l’indiscussa magia. Macchina in alluminio perfettamente progettata per mantenere l’aroma, la moka richiede cura nella preparazione – bisogna aggiungere l’esatta quantità di acqua e la polvere di caffè deve essere pressata al punto giusto – e pazienza nell’attesa – l’acqua deve bollire e poi avviene la magia – tutto il rituale e il tempo di attesa sono il motivo per cui la moka è al centro della convivialità domestica italiana. E’proprio in questo tempo sospeso che le chiacchiere iniziano spontanee, il silenzio della cucina si riempie di consigli, racconti, risate. E’ normale raccontarsi della vita e magari, perché no, spettegolare! Ciò che ho sempre trovato affascinante del rito del caffè, così intimo eppure così conviviale, è il suo essere presente anche quando è ancora in preparazione: mentre ci si chiede come vanno le cose, è più che comune infatti sospendere la conversazione per domandare se si vuole zucchero o un goccio di latte, per poi riprenderla con la stessa meravigliosa naturalezza.

Il profumo del caffè quando l’acqua bolle e si mescola alla polvere non ha rivali per un vero amante del caffè. Inoltre, i segreti per fare il caffè migliore si tramandano di generazione in generazione: quando ero al liceo una mia amica prendeva due cucchiaini delle prime gocce di caffè fresco, aggiungendo un po’ di zucchero in un bicchiere e mescolando velocemente in modo da creare la crema da aggiungere poi nelle tazzine. Glielo aveva insegnato la nonna e da allora lo faceva sempre. 

Da secoli, per gli italiani, il caffè è una vera e propria dichiarazione di bontà e di amore per il gusto, per una ritualità intrinseca nel nostro DNA e per la Dolce Vita. Perché non c’è niente di più italiano che scegliere un tavolino all’aperto, appoggiare il giornale appena comprato, trovare la posizione giusta della sedia, ordinare un caffè e osservare la giornata che inizia. 

Ecco 5 indirizzi per gustare alcuni dei migliori caffè in Italia:

Caffè Ginori a Castiglioncello
Caffè Poliziano a Montepulciano
Grand Caffè Gambrinus a Napoli
Caffè degli Specchi a Trieste
Bar Cucchi a Milano

Caffè Ginori

Caffè Poliziano

Grand Caffè Gambrinus

Caffè degli Specchi

Bar Cucchi